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Cinici spaventati guerrieri

pubblicato 17 mag 2010, 13:02 da Mauro Sarti   [ aggiornato in data 17 mag 2010, 14:56 ]

A grande richiesta (e con particolare riguardo ai nativi digitali): “Una pratica giornalistica in apparenza cinica è la confezione di biografie da tenere in archivio, per pubblicarle in caso di morte dei biografati che, nel gergo redazionale, si chiamano “coccodrilli”. Il giornalista incaricato di scrivere una biografia deve avere l’accortezza di non esaurire il proprio pezzo in un arido elenco di date e di avvenimenti,  ma farà ricorso a citazioni, dichiarazioni, giudizi di terzi, cosicché la biografia permetta di conoscere, seppure sinteticamente, gli umori, la cultura, le convinzioni

ideologiche, il modo di fare del personaggio in questione. Senza eccedere nell’aneddotica, perché anche la biografia deve rispondere alla legge della notizia: dietro il montaggio di date, avvenimenti, citazioni, testimonianze si coglie un’identità. Ecco chi è, ecco chi era, questo personaggio. Ecco il ruolo che ha interpretato o interpreta”.  (A.Papuzzi, Professione giornalista, Manuali Donzelli, Roma 2003, pag. 49)
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