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La città delle donne: Piazza Grande di marzo è in strada

pubblicato 29 feb 2012, 07:47 da Mauro Sarti
Mariana, Pina, Ana. Sono i nomi delle donne che vivono in strada, tra il binario 11 della Stazione Centrale e i dormitori di via Capo di Lucca e Madre Teresa di Calcutta. Le loro storie sono raccontate nell’inchiesta del numero di marzo di Piazza Grande dedicato alle donne in povertà. Sono storie che parlano di vite segnate dalla violenza, da drammi familiari e, sempre più spesso da migrazioni e perdita del lavoro. “Le statistiche dicono che le persone senza dimora sono prevalentemente uomini – racconta Oana Parvan dalle pagine del giornale – ma ogni 9 uomini c’è 1 donna che condivide la stessa condizione e il fenomeno riguarda un numero sempre maggiore”. Le donne però si vedono poco per strada. Perché hanno reti diverse dagli uomini e trovano qualcuno che le ospita oppure perché vengono accolte insieme ai figli in strutture. Insomma, sono più “fortunate” perché anche nel pubblico un posto per loro si trova con più facilità. Alcune di loro sono straniere, donne che nel nostro Paese subiscono discriminazioni sul lavoro e in famiglia. Per loro lo Sportello aperto dalle consigliere di parità della Provincia ha attivato il progetto “Donne invisibili – alla conquista della parità”. Si parla ancora di donne con l’assunzione collettiva proposta dalla Libreria delle donne per formare una giovane libraia. E anche con i dati inquietanti del Coordinamento dei centri anti-violenza dell’Emilia-Romagna sui femicidi: sono già 3 quelli compiuti nel 2012.

Lo sciopero degli stranieri è al centro dell’editoriale del presidente di Piazza Grande, Leonardo Tancredi, che sottolinea la forte presenza tra i senza dimora di stranieri, anche con permessi di soggiorno validi o di persone che vivono in Italia e a Bologna da anni e che, come molti italiani, hanno perso il lavoro in seguito alla crisi economica, “un terreno comune – dice Tancredi – che dovrebbe essere la spinta per una partecipazione diffusa all’iniziativa”. Delle condizioni di vita dei migranti in Italia parla anche l’articolo scritto da Mihai Mircea Butcovan che dopo aver ricordato la sentenza della Corte di Strasburgo che ha sanzionato l’Italia per i respingimenti in mare aperto senza aver verificato le condizioni dei rifugiati, rilancia il tema dello sciopero: “Cosa succederebbe se 4,5 milioni di persone decidessero di incrociare le braccia per un giorno?”.

Piazza Grande e BilBOlBul. Il fumetto è protagonista del numero di marzo del giornale di strada, a partire dalla copertina in cui troviamo un volto di donna disegnato dalla fumettista (e già collaboratrice di Piazza Grande) Marina Girardi. Nelle pagine centrali del giornale ci sono le quattro tavole a fumetti del vincitore del concorso “Perdersi a…” promosso da Flashfumetto (il sito dedicato al fumetto del Comune di Bologna) che sarà proclamato il primo marzo durante il Festival BilBOlBul. E poi ancora si parla di Morus, il museo degli spazi urbani recuperati di New York, della costruzione di case per i senzatetto a Buenos Aires grazie all’impegno dell’attivista argentina Cacha Cena e dell’esperimento, tutto emiliano, di Psicantria: cantautori terapeuti che spiegano in un disco le malattie mentali. Il numero di marzo di Piazza Grande è in strada e dall’1 al 4 marzo si troverà anche al bookshop di BilBOlBul all’interno di Sala Borsa (Laura Pasotti per www.redattoresociale.it ) 
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