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Una giungla d'Asfalto

pubblicato 26 giu 2010, 15:59 da Mauro Sarti
Anna Maria Cancellieri lo aveva promesso: “sui servizi sociali non ci sarà nessun taglio”, aveva detto a maggio il commissario. È passato solo un mese e le cose a Bologna sembrano andare in tutt’altra direzione. Questo mercoledì è calato il sipario sul progetto “Parole comuni” all’interno del carcere della Dozza: per i laboratori di musica e teatro gestiti dall’associazione Gruppo elettrogeno la convenzione con il comune era già scaduta a gennaio 2009. Ora l’allarme chiusura scatta per “Asfalto”, il blog dei senza dimora (www.viadelporto.splinder.com) nato nel 2001 nel centro diurno di via del Porto. Il laboratorio informatico, insieme a quello per la costruzione di maschere, fa parte del progetto “Prova & riprova”, ma il comune non ha più risorse per farlo andare avanti. Certo, in entrambi i casi si tratta di progetti giunti a scadenza e non rinnovati, “ma nei fatti si tagliano proprio quelle esperienze che possono dare una prospettiva di reinserimento a chi è in difficoltà”, spiega l’operatore e responsabile del blog Massimiliano Salvatori. Per protestare contro i tagli e chiedere la proroga delle convenzioni si scende in piazza lunedì 28 maggio: alle 18, in piazza IV novembre, è in programma la manifestazione “Margini al centro” con Asfalto, Bartleby, Piazza Grande e Bologna sold out, gruppo di lavoratori e utenti per il sociale.

Fra i motivi della protesta c’è anche il fatto che il mancato rinnovo venga deciso in una fase in cui Bologna non ha una rappresentanza politica. “Queste sono decisioni che dovrebbe prendere un assessore – continua Salvatori –: in sua assenza i tecnici del Settore servizi sociali del comune vanno avanti, ma è chiaro che ci manca un punto di riferimento”. Per Asfalto pare probabile una proroga almeno fino a dicembre, “ma per il futuro non c’è nessuna prospettiva”. Il finanziamento del progetto “Prova & riprova” ammonta a 80 mila euro l’anno, e attualmente serve a pagare le borse lavoro per 12 persone, anche se al blog partecipa anche un’altra dozzina di senza casa. Salvatori snocciola le cifre del progetto: il blog ha 70 iscritti, ha prodotto quasi 800 post, oltre a 60 video e un cd musicale. Asfalto è un luogo per raccontarsi e scambiare esperienze, “ma soprattutto è un punto di accesso a bassa soglia: attraverso l’alfabetizzazione informatica e le borse lavoro gli homeless di via del Porto possono cominciare a ricostruire la loro vita”. Lo confermano gli utenti del blog: “prima della borsa lavoro mi sentivo una nullità – scrive Claudio –, per via della mia salute ero convito di non trovare mai più un lavoro. Adesso posso avere le stesse possibilità degli altri”.

È paradossale, aggiunge Salvatori, “che la chiusura arrivi nel momento in cui nel campo dei servizi sociali si parla di percorsi di reinserimento personalizzati. Si dice basta ai finanziamenti a pioggia, si decide di aiutare solo chi mostra di impegnarsi, poi però si tagliano proprio i progetti che potrebbero dare una chanche di reinserimento”. La chiusura del blog, per l’operatore, è solo l’ultima tappa di un processo iniziato con la fine della giunta Cofferati. “Dalla chiusura dello sportello sociale proprio qui in via del Porto (nel 2007) a quella probabile dell’asilo notturno di via Lombardia, a Bologna è in atto un processo di degenerazione dei servizi sociali”. Ma quel che colpisce è l’incredulità di operatori e volontari, che in questi progetti hanno speso tempo ed energie (“non mi sembra vero di essere qui a scrivere queste righe”, scrive Salvatori nel post che annuncia la chiusura di Asfalto), come se Bologna, dopo il sindaco, rischiasse di perdere anche la sua anima. (www.redattoresociale.it)
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